Modelle, Fotografi e TFCD
ISTRUZIONI PER L’USO
innanzitutto chiariamo cosa si intende per TFCD, sebbene credo siano in pochi a non saperlo: è un acronimo che sta per Time For CD, in qualche caso si può trovare anche la sigla TFP che sta per Time For Print, in buona sostanza, quindi, “il tuo tempo in cambio delle foto”
sono metodologie di collaborazione utilizzate in fotografia quasi esclusiamente fra professionisti o amatori che, nei rispettivi ruoli, si equivalgono in quanto a preparazione o professionalità.
Si tratta quindi di collaborazioni gratuite con lo scopo di aggiornare il proprio portfolio personale, piuttosto che sperimentare schemi luce o ambientazioni nuove o anche solo per il piacere di scattare.
Sembra un qualcosa di veramente fighissimo, roba da “wow, allora anche io che ho la reflex da una settimana posso scattare con una modella senza svenarmi?!”. in teoria sarebbe così ma per passare dalla teoria alla pratica c’è bisogno di qualche considerazione:
innanzitutto il livello generale di professionalità, sia per quanto riguarda le modelle che per quanto riguarda i fotografi, non è dei più alti.
Questo perchè negli ultimi anni, fatta qualche eccezione per città più grandi e dove ci sono più opportunità, per un aspirante fotografo è difficile trovare un fotografo esperto disponibile a “passare” i trucchi del mestiere, così come, nel caso delle modelle, si è persa la necessità di frequentare corsi di posa, di recitazione o quant’altro sia necessario per formare una professionista. Di conseguenza, quindi, ci si improvvisa un po’: e allora può capitare che una modelle incorra in un fotografo da quattro soldi o, peggio ancora, in un “cretino-se ci provo lei ci sta” che si spaccia per fotografo, così come un fotografo può incorrere in una pseudo modella o, peggio ancora, in una “cretina-so’ troppo bella e figa” che si sente una modella.
Non ci sono PRO, in nessuna delle 2 ipotesi precedenti, ma solo CONTRO:
- nel caso della modella con cretino è facile presumere che potrà trovarsi in situazioni piuttosto imbarazzanti e che si troverà difronte un maniaco allupato e piuttosto represso ma, non essendoci mai limite al peggio, potrebbe addirittura ritrovarsene più di uno, messo lì in qualità di amico assistente. Sarà difficile, invece, pensare che la modella possa portare a casa scatti decenti
- nel caso del fotografo con cretina con buone probabilità, per quante ore possa durare lo shooting e per quanta energia lui possa dedicare al progetto, si ritroverà fotografie di una “salma impalata” con sguardi e atteggiamenti tendenti al volgare quando non completamente assenti, si ritroverà a cercare di gestire una persona che non ha la più pallida idea di come ci si metta in posa ma che avrà sicuramente da ridire su 3 milioni di aspetti meramente fotografici quando, vedendo le foto, non sarà contenta del risultato
ma quindi, questo TFCD non ha per nulla senso??
in realtà un senso ce l’ha ma solo quando, come dicevo prima, ci si ritrova tra persone con un livello di preparazione, minimo o avanzato che sia, equivalente. E per capire come stanno le cose è fondamentale dare uno sguardo ai rispettivi portfoli, fare 2 chiacchiere (di persona, per telefono o anche via chat o mail), discutere del progetto, delle aspettative, mettere in chiaro da subito quanto si è disposti a sbattersi e quanto ci si aspetta dall’altro. Insomma, null’altro che buon senso ma, ahimè, ho notato che spesso questo non è così scontato come i più crederanno ed è per questo motivo che mi è sembrato utile scrivere 2 righe a riguardo.
buona luce
rafa