TE LO DICO IO COS’E'!
oramai dappertutto e sempre di più, si alzano i cori di quelli che definiscono “non più fotografia” una foto postprodotta :
qualcuno parla di grafica, qualcuno di graphic art, qualcuno di illustrazione.. ma la fantasia a riguardo di certo non manca e nuovi termini vengono coniati ogni giorno.
tutta gente (questa) che conosce a malapena, o forse per “sentito dire”, cosa sia la fotografia, figuriamoci quanta cognizione di causa possano avere quando si lanciano in lunghe spiegazioni delle altre materie citate!
ed è gente, e mi riferisco sempre a questi detrattori della post-produzione, che confrontando i propri risultati con quelli di altri presunti o millantati fotografi, stabilisce che a differenza propria, gli altri NON fanno fotografia..
ora io non vorrei difendere a spada tratta la post produzione perchè sarei spudoratamente di parte, facendone un uso a volte anche massiccio, ma io sono anche uno che va in moto, perchè mi piace:
non ho certo grandissime doti da corridore, non faccio curve a 180 km/h e nemmeno posseggo un bolide che mi consenta di fare chissà che tipo di acrobazie.. però seguo il motomondiale e quando vedo Valentino Rossi, Lorenzo, Stoner, l’indimenticato Marco Simoncelli, io vedo gente che va in moto e che ci sa anche andare.. non mi è mai capitato di pensare “vabbè, ma quelle non sono moto, ‘sti qua hanno dietro grandi meccanici, ingegneri etc et”.. cioè riconosco il valore di quelle persone e capisco che se loro sono lì ed io no, ci dev’essere un qualche merito da qualche parte.
In realtà riconosco, senza problema alcuno, anche i meriti di tantissimi fotografi anni-luce dalla mia portata. Il paragone con un altro campo era solo per non sembrare solo e troppo di parte. E’ vero che qualche nostalgico dice che prima le moto, quando non c’era l’elettronica, erano un altra roba.. ma i tempi vanno avanti, le teconologie migliorano e, “chi non si sa adattare, si estingue”, e questo lo ha detto una persona abbastanza imparziale a riguardo di questi temi..
Spesso ho anche sentito dire che chi parla male della post produzione lo fa per invidia, perchè ci ha provato ma non è andata bene, e allora è più facile entrare nella schiera di chi è contrario.
Io ho sempre risposto che magari fosse soltanto gente incapace al computer.. nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di gente che tira fuori dalla propria “attrezzatura” (e qui si va dal cellulare alla reflex, passando anche e tristemente per la webcam) qualcosa che supera il senso dell’ orripilante in maniera assolutamente inerarrabile..
il profilo tipico del “Vero Fotografo” è una persona che rivolge le proprie capacità artistico-espressive a soggetti di questo tipo:
- mogli e fidanzate, raramente carine ma per lo più brutte, insipienti, truccate come se dovessero fare uno spettacolo al circo Togni, forzatamente messe in pose inguardabili che le intozzano molto più di quello che ha già fatto Madre Natura prima e le lasagne o la nutella poi, e scattate con una conoscenza della fotografia pari a quella che topolino potrebbe avere a riguardo dell “antimateria”
- figli, nipoti, cuginetti o bambini di vari gradi di parentela, seduti in qualche seggiolone o appoggiati malamente ad un divano o una poltrona, talvota anche in braccio ad altro parente non riconoscibile in quanto presente nella foto ma solo nello spazio che serve per inquadrare il bambino.. se siamo fortunati del parente si potrà vedere bene il mento e le ginocchia. La foto è scattata rigorosamente in automatico, con un flash talemente potente che se per scherzo qualcuno lo avesse sosituito con un raggio gamma, metà del nostro pianeta non sopravviverebbe allo scatto. L’espressioni di questi malcapitati bambini è talmente tanto triste e sconcertante, che neanche le ONLUS che, sgomitando, cercano di “accaparrarsi” delle donazioni, avrebbero il coraggio di usare per le proprie campagne di raccolta fondi
- scorci di paesaggi che, scatto dopo scatto, frantumano quell’idea di “Bel Paese” che il mondo ha dell’Italia. Sono fotografie scattate da persone che non hanno mai sentito parlare di filtri graduati, ND, polarizzatori, ottiche basculanti e che, se ancora nel fustino del dash uscisse la “macchinetta fotografica”, avrebbero evitato senza indugio alcuno di spendere quelle 3 o 4cento euro per comprarsi la compattella con cui andare in giro a rovinare il Turismo e quei pochi soldi che ancora ci porta. A loro discolpa c’è da dire che quando le mogli avranno raggiunto i 170mila punti della tessera conad, finalmente prenderanno la compattina in regalo, che fa anche i video e che per questo è pure meglio (tié)!
- concerti di artisti conosciuti soltanto ad una ristretta cerchia di persone, tra cui ci possiamo mettere i genitori, fratelli e sorelli, compagni di scuola: si tratta di foto fatte con la stessa accuratezza che potrebbe avere la macchinetta “da sola” se avesse l’autoscatto a 2 secondi inserito e poi venisse lanciata in aria. Le luci a questi concerti, solitamente, sono inguardabili, spesso rosse e viola, e più che i cantanti, illuminano bene le pareti dei locali, i cavi e le prolunghe che sono servite per approntare un palco scenico che raramente è qualcosa di meglio di una finta-moquette nera, grigia, o addirittura rossa. Se invece il contesto è un concertone di un artista famoso, italiano o straniero che sia, allora la foto di questi “veri fotografi” porta “alla luce” la testa di quello che gli sta davanti che, grazie al flash, notoriamente inefficace superati i pochi metri di distanza, mostra tutta la sua bellezza e tutta la cute che i capelli di una volta hanno resituito alla luce del giorno (e del flash)
ecco, a questi signori fotografi, a questi che fanno la Vera Fotografia e quindi non grafica, ne graphic art tantomeno illustrazione, io chiederei:
la fotografia è quella che fate voi?? siete sicuri di essere voi i successori di Cartier-Bresson, Newton, Avedon o anche Capa etc??
e allora che in giro si sappia che io per ora ancora mi considero un fotografo come voi, ma sto facendo di tutto, giorno e notte, per non sentirmici più..
quelli che possono fare una fotografia e permettersi il lusso di non post produrla sono lo 0,0000001% di tutti quelli che osannano la Fotografia fatta in macchina e demonizzano la Post Produzione
a tutti gli altri mi sento di dire in tutta franchezza che potrebbero tranquillamente smettere di fare click, la Fotografia ringrazierebbe
buona luce ma, soprattutto, buon senso
rafa